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il cinismo della realtà
CULTURA
15 luglio 2011
Calcistica docet
A proposito dei recenti
difficili momenti, ma
siamo un Paese
+ da rigore o da punizione?



permalink | inviato da diogene il 15/7/2011 alle 21:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
15 luglio 2011
Cocciutaggine
Era diventato davvero un rivoluzionario.
Finalmente aveva smesso di voler
cambiare il mondo.



permalink | inviato da diogene il 15/7/2011 alle 21:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 maggio 2007
Alcolemia
Bevendo per dimenticare,
dimenticò di bere.
Così come sgridando il cane
venne azzannato da un grido.
O come quella volta in cui
perdendo le chiavi di casa
ritrovò la liberta del mondo,
senza terminare il ragionamento
che lo fece ragionare fino alla fine,
ma non quella suprema,
bensì quella iniziale,
che è solo
il breve mattino
di una lunga giornata
interminabile e pura.
Almeno. Così pare.



permalink | inviato da il 16/5/2007 alle 23:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
11 agosto 2006
Che fare?
Migliaia di uomini e donne
devono vigilare attentamente
in più parti del mondo
per tutelare l'umanità
dal pericolo terrorismo.

Una rabbia da sottosviluppo
fanatico e intollerante
che annientando a caso
vivrebbe il suo quarto d'ora
di popolarità (sgradita,
molto probabilmente,
al suo stesso Dio).

Oggi in molti si chiedono
preoccupati cosa bisogna
fare per combattere questa
piaga immonda.

Sarà forse provare a evitare
che si affermino e propaghino
"culture", "religioni", "ideologie"
i n t e g r a l i s t e
d'altronde facilmente
smantellabili col buon senso razionale
del ragionamento dialettico?

Impedire - se possibile -
la formazione di "società chiuse"
o subdolamente "finto aperte",
magari solo per intrattenere
interessi commerciali?

Non dovrebbe essere impossibile
trovare regole generali
condivisibili alle quali
far aderire le comunità
sociali e civili
e incentivare aiuti economici
a chi si adoperi con zelo
a quella "società internazionale
della pace perpetua" a cui già
Kant aspirava.

Aspirava o spirava?



permalink | inviato da il 11/8/2006 alle 13:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
21 dicembre 2005
Nel mondo della criminalità
Pare che ci sia un tizio
che di fronte alle autorità
che gli chiedevano ragione
dei suoi ripetuti tentativi di rapina,
si sia difeso dicendo di
essere stato istigato.
Era un continuo sobillare:
"Gratta e vinci!"



permalink | inviato da il 21/12/2005 alle 22:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
21 dicembre 2005
Che sfiga
Era talmente felice
di essersi ucciso
che tornò in vita.



permalink | inviato da il 21/12/2005 alle 22:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
21 dicembre 2005
La prima legge
La prima legge che fece nel suo Stato,
appena giunto al potere era:
VIETARE L'OMICIDIO.
Nessuno poteva uccidere nessuno.
Era una base importante per far capire
che la violenza non sarebbe stata
tollerata in nessun frangente.
In fondo nei Dieci comandamenti
si dice laconicamente:
NON UCCIDERE.
Vietarlo è chiedere di più.
Perché chi infrange le regole
viene punito. Mentre oggi,
può succedere che chi uccide
venga premiato.



permalink | inviato da il 21/12/2005 alle 22:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
5 luglio 2005
Figuriamoci se va mai bene qualcosa
Era finito in un paese, dove le facce che
incontrava corrispondevano a ciò che le
persone erano.

Se uno aveva una faccia da mascalzone,
in effetti lo era davvero.
Se un altro sembrava un vecchio bavoso,
era proprio quello.
Se uno sembrava scanzonato, in realtà
lo era.

Ma tutta questa chiarezza,
gli rese subito l'ambiente
molto sospetto...



permalink | inviato da il 5/7/2005 alle 23:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
25 febbraio 2005
Quello che mi avevi chiesto
Quello che mi avevi chiesto era di saperti stare vicino. Non era troppo, ma neppure poco. Quello che mi avevi chiesto era di condividere, ma senza programmare. Era di respirare, mangiare insieme, sognare di libri e di amori. Per sbadigliare di stanchezze, carezze, oltraggi, sogni, ossessioni.

Accettare la banalità del vivere, l'insolenza delle delusioni, dei rimpianti, delle acredini, lo sconcerto per le critiche mai giunte, il tormento per mali mai coltivati fino in fondo.

E quello stupore perché comunque a un certo punto non ci si stupisce più delle cose che non accadono, dei momenti che non ci attendono, delle fughe ispirate da segreti istinti, e i crocevia degli amori di straforo che vanno che vengono, che si inventano, scompaiono, addormentano.

Per diventare abbandonata sequenza di ricordi che a girarsi indietro consentono ancora meglio di non avere paura per un qualsiasi più o meno accessibile domani.

E buona notte, semmai.



permalink | inviato da il 25/2/2005 alle 23:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
21 settembre 2004
Con la testa per aria
Non sono incivili
gli islamici.

E' solo che hanno
trovato il rimedio
all'emicrania ed
alla cefalea a grappolo.

E preferiscono sperimentare
sugli occidentali.

Non si tratta di
guerra di civiltà.

E' semmai una nuova forma
di "fraternità scientifica"...



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"Ritiriamo le truppe dall'Iraq. Collochiamole dove si offre un rendimento più alto"
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